L’Accademia Ambrosiana fu fondata dall’Arcivescovo di Milano, Cardinale Federico Borromeo, il 25 giugno 1620 come Accademia del Disegno, per l’insegnamento della pittura, scultura ed architettura, e dopo un periodo di decadenza nel Settecento cessò l’attività nel secolo XIX. Rinacque nel 1963 presso l’Ambrosiana per iniziativa dell’Arcivescovo, Cardinale Giovanni Battista Montini, come Accademia di S. Carlo Borromeo al fine di promuovere studi storico-religiosi e nel 2003 vi si affiancò l’Accademia di Sant’Ambrogio dedicata agli studi patristici.

Il 20 marzo 2008 l’Accademia è stata di nuovo fondata con Statuto proprio dall’Arcivescovo, Cardinale Dionigi Tettamanzi; più recentemente il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, in data 4 novembre 2013 ha promulgato le nuove Norme della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, entrate in vigore il 7 gennaio 2014, confermate con successivo Decreto arcivescovile in data 21 luglio 2014, ed ha approvato il nuovo Statuto dell’Accademia.

Le Norme della Veneranda Biblioteca Ambrosiana del 2013 stabiliscono che l’Accademia torni ad essere, come alle origini, parte integrante dell’Ambrosiana, al pari della Biblioteca e della Pinacoteca: «La principale attività della Veneranda Biblioteca Ambrosiana consiste nella gestione della Biblioteca, della Pinacoteca e dell’Accademia Ambrosiana» (Art. 3); la struttura istituzionale dell’Accademia corrisponde in tutto a quella dell’Ambrosiana: «All’interno della Veneranda Biblioteca Ambrosiana è costituita l’Accademia Ambrosiana, di cui è Gran Cancelliere l’Arcivescovo di Milano e Presidente il Prefetto della stessa Veneranda Biblioteca. L’Accademia ha un proprio Statuto approvato dall’Arcivescovo di Milano» (Art. 32). La finalità dell’Accademia Ambrosiana è la promozione di ricerche e pubblicazioni nei diversi campi della cultura, favorendo lo scambio e la collaborazione con analoghe istituzioni in Italia e all’estero, nello spirito del fondatore che volle l’Ambrosiana « per un servizio universale ».

            Lo Statuto dell’Accademia Ambrosiana approvato nel 2014 determina il numero e le caratteristiche delle Classi di Studi dell’Accademia: «L’Accademia Ambrosiana è organizzata in Classi, ovvero in settori di ricerca, che a loro volta possono essere suddivisi in Sezioni», comprendenti oggi otto Classi per gli Studi Borromaici, Ambrosiani, sull’Estremo Oriente, Italianistica, Slavistica, sul Vicino Oriente, Greci e Latini, Africani» (cf. Statuto, art. 6). Le tre Classi di Studi Africani, sul Vicino Oriente e sull’Estremo Oriente sono suddivise in 10 Sezioni di Studi: arabi, armeni, berberi, copti, cinesi, ebraici, etiopici, giapponesi, indiani, siriaci. Lo Statuto prescrive che ciascuna Classe sia diretta da un Dottore dell’Ambrosiana.

                  Gli Accademici Ambrosiani sono attualmente circa trecento, comprendono professori e studiosi di università in ogni continente, e svolgono studi e ricerche secondo piani triennali definiti dalle Assemblee di ciascuna Classe e curati dai Consigli Direttivi di Classe. Ogni anno ciascuna Classe tiene una Conferenza internazionale o Dies Academicus, e ne pubblica i risultati nelle otto Collane miscellanee edite congiuntamente dall’Ambrosiana in Milano e dall’Editore Bulzoni in Roma: «Africana Ambrosiana», «Ambrosiana Graecolatina», «Asiatica Ambrosiana», «Orientalia Ambrosiana», «Slavica Ambrosiana», «Studi Ambrosiani di Italianistica», «Studia Ambrosiana» e «Studia Borromaica»; una nona Collana di «Fonti e Studi» raccoglie le opere monografiche.

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