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Veneranda Biblioteca Ambrosiana
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Il «Codice Resta» torna in Ambrosiana Dopo un restauro di quasi otto anni, la Biblioteca Ambrosiana ha felicemente riaccolto entro le sue mura il «Codice Resta».

Martedì 17 novembre 2009, in Sala XXIII della Biblioteca Ambrosiana si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del «Codice Resta», opera di grandissima importanza e rilievo artistico, in occasione del suo felice rientro in Ambrosiana, dopo un restauro durato quasi otto anni. 

Il Codice Resta

Tre secoli fa, Sebastiano Resta poneva mano a una raccolta di disegni che per tipologia, qualità e quantità dei soggetti non aveva precedenti e non avrebbe avuto eguali. Resta riunì questa straordinaria collezione in un volume che egli stesso denominò “Galleria portatile”, un vero museo itinerante nel quale è possibile seguire le tracce degli stile e degli artisti che avevano caratterizzato le età precedenti e che soprattutto segnavano il XVII secolo. Intese così coprire l'intero arco dell'arte italiana da Giotto fino ai suoi giorni, offrendo un'antologia di disegni dei “capi delle quattro scuole Fiorentina antica, Romana antica e moderna, Lombarda antica, Veneziana antica e moderna”.

Il volume così concepito, dato alla Biblioteca Ambrosiana di Milano nel 1709, ha copertina in pelle e consta di pagine IV+230 (mm 523×385) sulle quali sono incollati 281 disegni e alcune incisioni. Tra i vari autori spiccano: Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli, Raffaello Sanzio, Andrea Mantegna, Bronzino, Federico Barocci, Guercino, Filippino Lippi, Ludovico e Annibale Carracci, Pinturicchio, Lorenzo Lotto, Altobello Melone, Aurelio Luini e molti altri ancora.

Il restauro è stato curato dall'Opificio dell Pietre dure di Firenze.

 
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