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La mostra Leonardo da Vinci e la Francia, inaugurata il 25 giugno 2009, è organizzata dal Castello di Clos Lucé, ultima dimora francese di Leonardo da Vinci, sotto l'alto patronato di Carlo Pedretti, Presidente del Centro Armand Hammer, e con la collaborazione di Laure Fagnart, Ricercatrice del FNRS - Università di Liegi. L'Ambrosiana vi partecipa con il proprio partenariato.
Per la prima volta una mostra ripercorree racconta la storia dei rapporti tra Leonardo da Vinci e i re di Francia, iniziati in epoca ben anteriore al suo arrivo definitivo alla corte francese.
Il Maestro aveva infatti già lavorato verso il 1506-1507 per Charles d'Amboise, governatore della regione di Milano, allora sotto il dominio francese: Leonardo proietta la costruzione di un palazzo che sarebbe sorto alle porte di Milano; per abbellirne il parco, poi, concepisce giochi d'acqua, fontane dai meccanismi sofisticati e mulini idraulici, che avrebbero azionato degli strumenti musicali. Per il suo padrone di casa, mette in scena sicuramente l'Orfeo di Poliziano, la cui scenografia prevedeva una montagna che si apriva sopra una grotta.
In seguito, durante il regno di Louis XII, i Francesi si appassionano a tal punto per la Cena, dipinta sul muro del Refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano, da commissionarne numerose copie che sono state poi portate in Francia.
François I e Leonardo: una relazione quasi filiale
è sotto il regno di François I che la storia dei rapporti tra Leonardo e la Francia assume una dimensione senza precedenti: il pittore è il primo artista italiano invitato a corte dal nuovo sovrano. Leonardo arriva Oltralpe infatti prima della primavera 1517; François I lo ospita nell'allora maniero di Cloux, oggi Castello Clos Lucé, vicino al palazzo reale di Amboise, sede della corte.
In Francia, l'artista non dipinge più e si dedica a progetti di architettura e genio civile, lavorando in particolare, secondo il desiderio del sovrano, alla modernizzazione della città di Romorantin. Numerosi i disegni che documentano questo progetto: erano previsti un castello, le cui ali si sarebbero aperte sui giardini e sui canali del Sauldre, delle scuderie e pure una città dalle proporzioni armoniose. È probabile che Leonardo abbia anche disegnato un monumento equestre per François I, come documentano i disegni su carta d'origine francese, conservati nel Castello di Windsor, ed il cui stile è riconducibile alle ultime produzioni grafiche di Leonardo.
Durante la sua permanenza ad Amboise, infine, il Maestro organizza numerose feste e cerimonie, come nell'ottobre 1517 ad Argentan, in onore della visita che François I rende alla sorella Marguerite d'Angoulême; oppure come nel maggio 1518 per festeggiare il matrimonio di Madeleine de la Tour d'Auvergne e di Lorenzo II dei Medici ad Amboise: per l'occasione, Leonardo trasforma la battaglia di Marignan in uno spettacolo.
Il 19 giugno 1518, in onore della nascita del delfino, Leonardo ripropone l'opera “Festa del paradiso” del poeta Bernardo Bellincioni, che aveva già rappresentato a Milano. L'artista incanta il re ed i suoi ospiti ricreando al Clos Lucé una notte nella notte. Lo spettacolo avviene infatti di notte, nel giardino, sotto un'immensa tenda tesa in modo da ricostituire la volta celeste: dovevano esservi quattrocento candelabri che facevano tanta luce che si ebbe a dire che la notte si era ritirata (Lettera di Galeazzo Visconti, ambasciatore di Mantova alla corte di Francia).
Testimonianze determinanti
La mostra rievoca anche l'incontro che avvenne a Clos Lucé il 10 ottobre 1517 tra il cardinale Luigi d'Aragona e Leonardo: il suo segretario, Antonio de Beatis, riporta la loro conversazione trasmettendo così una testimonza fondamentale per conoscere la vita quotidiana dell'artista al castello e ricostruire la storia dei suoi quadri e dei suoi codici. Davanti ai suoi padroni di casa, Leonardo traccia l'inventario delle sue opere artistiche e scientifiche, dei quadri, ma pure dei progetti di macchine e degli studi anatomici.
La morte di Leonardo al Château de Amboise
Il 23 aprile 1519, il Maestro detta il proprio testamento al notaio di Amboise, Guillaume Boreau, e poco tempo dopo si spegne nella propria stanza, il 2 maggio 1519. Giorgio Vasari narra, nelle Vite de' più eccellenti pittori, scultori, e architetti, che Leonardo sia morto tra le braccia di François I; l'episodio è storicamente contestabile dato che in quei giorni il sovrano si trova a Saint-Germain-en-Laye per celebrare la nascita del secondogenito avuto dalla regina Claude. L'aneddoto è però rivelatore della relazione quasi filiale che legava l'artista e il sovrano, il quale si rivolgeva a Leonardo da Vinci chiamandolo «Padre mio».
La mostra è arricchita da un catalogo frutto della collaborazione di numerosi specialisti, quali Sabine Frommel, Pascal Brioist, Pietro Marani. La mostra e il catalogo ripercorrono gli episodi memorabili della storia che unisce Italia e Francia, dove Leonardo occupa una posizione emblematica e regale, alla pari di un re di Francia, tale da potersi affermare che il Maestro toscano sia il degno capostipite della maniera moderna.
Catherine Simon Mario
Déléguée générale
Château du Clos Lucé - Parc Leonardo da Vinci
2 rue du Clos Lucé Amboise
Tel. +33 (0)2 47 57 55 7
www.vinci-closluce.com
closluce.com@vinci-closluce.com
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