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Come è noto a studiosi e ricercatori, forse meno al grande pubblico, la Biblioteca Ambrosiana annovera tra le sue raccolte anche le carte e i manoscritti dell'illustre poeta lombardo Giuseppe Parini.
La storia dei manoscritti e della biblioteca del Parini è stata più volte illustrata dai curatori delle sue opere: con atto testamentario del 15 ottobre 1798 egli nominò suoi eredi i nipoti, i quali, vuoi per ignoranza, vuoi per avidità, vuoi infine per la preoccupazione di non lasciare testimonianze compromettenti, non tardarono a vendere all'asta i manoscritti e a disperdere i libri, dopo aver provveduto a distruggere il carteggio.
Fortunatamente l'avvocato Francesco Reina, pur essendo in carcere nel periodo della restaurazione austro-russa, si prodigò per recuperare tutto quanto era andato disperso e per acquistare tutto il salvabile. Costituì così il Fondo Parini, che fu alla base della sua prima benemerita edizione delle opere pariniane (1801-1804). Alla sua morte (1825) le carte del Parini passarono al letterato Felice Bellotti e rimasero presso la sua famiglia finoal 1910, quando Cristoforo Bellotti le donò, arricchite di altri reperti, all'Ambrosiana.
Sotto la guida di mons. Giovanni Galbiati, Prefetto dell'Ambrosiana, lo studioso Guido Mazzoni provvide al riordino del Fondo: un lavoro meritorio, senza dubbio, che, però, nato in stretto rapporto con la preparazione dell'edizione (1925), risente dei criteri in essa seguiti, tanto che ha aperto dei problemi di ordinamento che non hanno facilitato il compito dei successivi filologi.
In seguito (1960-1970) è il cav. Maurizio Cogliati che si occupa di stendere un sommario inventario del Fondo Parini. Il suo lavoro confluisce nel vol. 84 degli Inventari dei manoscritti della Biblioteca Ambrosiana.
Ora, all'interno del Catalogo unico informatico della Biblioteca Ambrosiana (in cui confluiscono stampati, manoscritti, carteggi, incisioni ...) trova posto anche il Fondo Giuseppe Parini. Esso è stato puntualmente analizzato e catalogato, correggendo anche inesattezze che si perpetuavano nei cataloghi cartacei.
Il Fondo, articolato in 6 faldoni, è composto da circa 850 schede catalografiche, corredate di titoli, nomi, legami attraverso cui è possibile navigare all'interno non solo del fondo pariniano ma di tutto il Catalogo unico con cui è interconneso.
Per accedervi basta entrare nel Catalogo Unico dell'Ambrosiana e digitare nel campo del «titolo» della ricerca avanzata: Fondo Giuseppe Parini. Apparirà il rimando ai 6 faldoni che contengono le carte pariniane:
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I primi 2 faldoni (S.P.6/1 e S.P.6/2) raccolgono le Odi e le Poesie del Parini. Di ognuna di esse viene riportato l'incipit e viene indicato se si tratta di testo autografo o di copia apografa.
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Il terzo faldone (S.P.6/3) è in gran parte dedicato ai quaderni manoscritti del famoso poemetto pariniano
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Il Giorno. Contiene anche testi di Teatro e alcune prose.
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Il quarto e il quinto faldone (S.P.6/4.1 e S.P.6/4.2) raccolgono gli autografi e gli apografi delle Lezioni di Belle Lettere tenute dal Parini presso le ScuolePalatine prima e di Brera poi.
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L'ultimo faldone (S.P.6/5) contiene vari testi in prosa, alcune lettere e documenti biografici, tra cui l'atto testamentario del Parini.
Grazie al progetto DAI (Digital Ambrosiana on Internet), le schede catalografiche sono arricchite dal collegamento all'immagine digitalizzata delle singole carte. È così possibile consultare il Fondo pariniano in tutta la sua ricca articolazione.
Angelo Colombo
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