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Veneranda Biblioteca Ambrosiana
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Le armi e le macchine da guerra di Leonardo Questa nuova selezione di fogli dal Codice Atlantico presenta un gruppo di straordinari e spettacolari disegni di Leonardo da Vinci, scelti da Matthew Landrus

Le armi e le macchine da guerra di Leonardo

Questa nuova selezione di fogli dal Codice Atlantico presenta un gruppo di straordinari e spettacolari disegni di Leonardo da Vinci, scelti da Matthew Landrus fra i meglio rappresentativi degli interessi dell'artista nel campo delle macchine da guerra, d'assalto e da difesa. Si tratta, molto probabilmente, dei più affascinanti e impressionanti studi d'arte militare applicata che Leonardo abbia mai disegnato. Soprattutto se osservati ed esaminati insieme ai disegni di ingegneria e d'architettura militare, che sono già stati fatti oggetto della prima esposizione con la quale si è aperta questa serie di mostre e di cataloghi, essi possono esaustivamente documentare il grado di avanzamento delle ricerche di Leonardo in questo campo soprattutto al tempo del suo primo soggiorno milanese, quando egli si riprometteva di sbalordire e meravigliare Ludovico il Moro facendo rivivere idealmente la "machinatio" antica offrendo al suo committente mirabili strumenti "da offendere e difendere" inusitati e non più visti dalla più remota antichità.  
In realtà, molti e diversi erano stati gli scriptores res militari che si erano cimentati nel far rivivere le macchine belliche descritte da Archimede, Vegezio, Frontino, Vitruvio e, fra i contemporanei di Leonardo, un posto eminente era andato occupando Roberto Valturio che con un suo trattato, appunto intitolato De re militari, edito una prima volta in latino nel 1472, era stato di recente volgarizzato da Paolo Ramusio nel 1483 e pubblicato a Rimini. È probabile che Leonardo possedesse questo testo, dato che nel famoso elenco di libri da lui posseduti compare una voce con questo preciso titolo. Su questa trattazione aveva infatti da tempo richiamato l'attenzione Augusto Marinoni, in una sua importante pubblicazione dedicata agli Appunti grammaticali e lessicali di Leonardo (Milano, 1944-1952, 2 voli.), come ad una delle fonti lessicali di Leonardo, evidentemente attratto dalla sua terminologia tecnica e anticheggiante, - della quale egli avrebbe potuto avvalersi, lui che si era definito "omo sanza lettere", per fare sfoggio di conoscenze militari e di un lessico appropriato. Un terzo delle pagine di questo trattato che, a sua volta, si ispira ai testi di Vegezio, è illustrato da semplici ma efficaci xilografie che offrono, talvolta in modo molto ingenuo, esempi di macchine fantastiche. Matthew Landrus propone in questo Catalogo di vedere nei disegni spettacolari di Leonardo il tentativo da parte dell'artista-ingegnere di comporre un suo personale "trattato" de re militari, come la risposta più aggiornata, dal punto di vista rappresentativo, ad una tecnica offensiva e difensiva che sarebbe stata, di li a poco, surclassata dallo spropositato aumento di potenza delle armi da fuoco. Ciò che infatti ancora sorprende, nell'evocazione di una serie di macchine che ci appariranno presto desuete (gigantesche balestre, frombole, catapulte, mangani e trabucchi) è, ancora una volta, la chiarezza dimostrativa del "disegno" di Leonardo, la sua studiata perfezione nel rendere "funzionanti" e visivamente attendibili macchine che non avrebbero forse mai potuto essere più costruite. Prova ne sia l'accuratezza del disegno preparatorio, spesso a punta di stile, che Matthew Landrus vi ha rintracciato sotto la rifinitura a penna e inchiostro, o il sistema di proporzioni che presiede alla loro grandezza o al rapporto tra le parti, come se, ancora una volta, le macchine belliche altro non fossero che uno dei tanti campi di indagine e di sperimentazione cui Leonardo andava applicando la sua visione raziocinante della natura e del mondo.
  Pietro C. Marani
 
2010
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