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Veneranda Biblioteca Ambrosiana
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Storia e Statuto
 Accademia Ambrosiana
Un crocevia di studio e dialogo
Situata nel cuore di Milano e dell' Europa, l' Accademia Ambrosiana è l' ultimo e neonato erede del lungimirante progetto di Federico Borromeo: essa è stata infatti costituita dal cardinale Dionigi Tettamanzi con l' approvazione del nuovo Statuto il 20 marzo 2008. Coordinata dal Collegio dei Dottori, ha come scopo di fare dell' Ambrosiana una agorà, un luogo dedicato a promuovere l' incontro e il dialogo tra diversi popoli e culture eterogenee, un crocevia tra Nord e Sud, tra Est ed Ovest.
Gli Accademici – affermati studiosi e promettenti ricercatori – lavorano per studiare, custodire e promuovere lo straordinario patrimonio culturale dell' Istituzione attraverso convegni – i cosiddetti Dies Academici –, pubblicazioni e scambi che mirano a costituire una comunità scientifica a livello internazionale.

La consapevolezza del Fondatore e della lunga catena dei Dottori succedutisi all' Ambrosiana di dover essere alla continua ricerca della Verità e del Bello corrisponde perfettamente e sorprendentemente alle nostre esigenze attuali.
L' Accademia Ambrosiana raccoglie l' eredità scientifica e unifica nel proprio Statuto due precedenti accademie, già attive presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana:
  1. l' Accademia di San Carlo Borromeo, fondata dal cardinale Giovanni Battista Montini l' 8 maggio 1963 presso il Palazzo Arcivescovile di Milano. Essa fu poi trasferita con nuovo statuto presso la Biblioteca Ambrosiana dal cardinale Giovanni Colombo il 18 ottobre 1976, e dotata di nuovo statuto dal cardinale Carlo Maria Martini il 26 settembre 1994;
  2. l' Accademia di Sant'Ambrogio, fondata con statuto proprio dal cardinale Dionigi Tettamanzi il 24 aprile 2003.
L' Accademia Ambrosiana comprende al momento sette classi di studi: epoca di San Carlo Borromeo, epoca di Sant' Ambrogio, periodo classico greco e latino, italianistica, lingue, letterature e culture slave, lingue, letterature e culture del Vicino e del Lontano Oriente.
In questo modo, si intende offrire un contributo significativo alla città e al mondo della ricerca, per la cura di uno scambio interculturale che possa veramente contribuire al bene comune.
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